GIOIELLI emozionARTI

sfondo FB gioielli a coloriBreve novella di come è nata la nuova linea  delle “PAROLE con CURA” di emozionARTI: i GIOIELLI emozionARTI

 “Quasi” amici di infanzia, cresciuti nello stesso cortile ritrovo  Dario “casualmente” ad una festa di compleanno di un amico comune, dopo almeno una trentina di anni che non lo vedevo (io classe 1963, lui 1965 … -da bambini si sa, due anni sono quasi una vita, se poi la femmina è più grande, le distanze si dilatano) .

Chiacchierando scopro che lavoro fa: non è un “semplice” gioielliere, è un sapiente artigiano milanese doc, un orafo che conosce l’arte della lavorazione dell’oro e dell’argento! Che meraviglia!

beatoIo sono una counselor creativa, sempre alla ricerca di nuove forme espressive, questo accostamento mi ispira una connessione,  un po’ sfumata, ma sufficiente per spingermi a chiedergli: “mi potresti realizzare un ciondolo con una parola speciale:  BEATO, per me è magica, sono le iniziali dei miei figli Beatrice e Tommaso;  la parola non mi basta però, voglio che sia speciale, un logo disegnato da me” .

 “Certo che posso!” mi risponde senza esitare.

Io, cogliendo la biro al balzo, disegno una bozza estemporanea sul tovagliolo del locale. In pochi secondi mi fornisce un preventivo di massima, a seconda se lo desidero in oro o in argento … Questo Dario mi piace! Veloce, pratico, con un’ottima  cultura specifica costruita in anni di lavoro!

Qualche giorno dopo vado a trovarlo nel suo laboratorio, un  luogo meraviglioso per me: macchinari strani ed affascinanti ovunque,  alcuni sembrano usciti da un film di fantascienza, altri da una bottega dell’ottocento, visibilmente consumati da ore di esperto lavoro. Poi ci sono strumenti indecifrabili, bidoni con liquidi sconosciuti, contenitori con briciole di argento e rame, anche un bizzarro paio di occhiali ingrandenti che ti fanno gli occhi grandi come quelli di un orso, mi faccio un selfie (etteppareva) sembro un extraterrestre 🙂 12729045_10207831921270209_7483830348110759607_n

 

 

La visita guidata che Dario mi concede, alla scoperta di quel piccolo paese delle meraviglie mi piace da matti, esco da quell’antro  fiabesco di buon umore ed entusiasta, proprio come Alice!

In pochi giorni la connessione sfumata prende forma: da tempo conservo nel cassetto una delle possibili realizzazioni legate al progetto emozionARTI: GIOIELLI!

…Ma dei gioielli innovativi, dove saranno simboli e parole amorevoli i protagonisti assoluti…Chissà se Dario potrebbe essere interessato a realizzare monili diversi dal solito: orecchini asimmetrici, complementari e consequenziali; ciondoli con parole, animali stilizzati (non solo gatti), ed altri temi legati alla natura e al mondo emozionale, e poi simboli archetipici, ma anche figure trasgressive o provocatorie … Insomma, chissà che reazione avrebbe se glielo proponessi?

Dopotutto, chiedere è lecito.

Così gli butto là l’idea: “ti va di vedere qualche disegno per rendermi più “chiara” – again” ?

Mi presento un sabato mattina con le bozze dei miei disegni, raccontandogli il desiderio, più che altro la consapevolezza, di non voler fare qualcosa che “piaccia a tutti”, ma di voler  realizzare gioielli decisamente originali, che probabilmente solo una parte della popolazione saprà apprezzare …

Scopro così che Dario non è “solo” un orafo-artista-artigiano, è anche una mente-aperta-illuminata !

Ad ogni mia proposta/disegno/concetto lo scopro d’accordo a volte perfino divertito, soprattutto quando si tratta di temi che vanno al di là di ciò che solitamente si vede esposto nelle vetrine delle gioiellerie…

Ma non anticipo nulla per ora, vi lascio con il piacere della scoperta … intanto posso dire: GRAZIE DARIO per la tua fiducia!  Che l’avventura cominci !

 EmozionARTI Gioielli … coming soon !

Chiara Fusi, aprile 2016

Fare-Figl*. Fare-i-genitori

01 bimbo grigioFin da quando era giovanissima sapevo che “da grande” avrei voluto avere figl*. Ho fantasticato per anni su quel momento: mi vedevo raggiante  davanti all’esito scritto, quello ufficiale, non quello delle penne che si comprano in farmacia.

E così è andata.

Ero una sanissima ragazza che si è “sviluppata” (come si usava dire negli anni ’70) al momento giusto, esattamente secondo quanto sostenuto da uno studio americano dove si era calcolato che per essere femmine perfette bisognava avere la prima mestruazione esattamente a 12 anni, 9 mesi e 14 giorni. Mia madre aveva trovato un articolo sul Corriere della Sera ed aveva fatto i conti: io ero la sua figlia perfetta! Lei ne era molto fiera. Posso ancora oggi risalire esattamente al giorno in cui sono diventata fertile.

A 28 anni sono rimasta incinta per la prima volta, *l* mi* bambin* sarebbe dovut* nascere nell’agosto del 1992, invece al 3° mese, nel gennaio del ’92, qualcosa è andato storto. Perdite, ospedale, ecografie, ghiaccio sulla pancia, niente. Pers*; “svuotamento” il termine tecnico – minacciosa profezia dei giorni a venire – dell’operazione chirurgica con la quale è stato estratto un angioletto dal mio ventre. Non ho mai voluto sapere se era un maschio o una femmina. Mattia/Alice non ci sarebbe mai stat*.

Che ne era della mia perfezione? Dolore, disperazione, paura di non poter avere figli, senso di colpa per non essermi riguardata, attacchi di quasi bulimia per riempire col cibo un vuoto che avrei voluto pieno. Pianti, tristezza, senso di ingiustizia. “Signora, per tre mesi, si fermi, non ci può ancora riprovare” mi disse il ginecologo (che poi: perché mai un maschio, che non possiede un unico organo del corpo umano, di deve specializzare proprio in quell’organo che non ha??? Le donne androloghe sono pochissime, i ginecologi tantissimi. Bah…?!).

Ok, aspetto. Da maggio però si ricomincia! Voglio diventare mamma, ora più che mai, il dubbio di non essere così perfetta come credevo ormai si è instillato. Voglio la prova di non essere difettosa.

I rapporti sessuali con il mio compagno diventano quindi anche “altro” … sono un movimento carico di speranza, aspettativa, desiderio di rivalsa. Ma noi ci amiamo, quindi riusciamo a far convivere tutto questo “carico” con il piacere fisico e con la struggente dolcezza della visione futura della nostra creatura.

Maggio: niente. Giugno: niente. Dopo solo due mesi di delusione il dubbio cresce, si ingigantisce, diventa pesante come un manto di osmio. All’inizio di luglio faccio un viaggio di lavoro a Geras, in Austria, in un’abbazia di frati. Sui tetti ci sono i nidi delle Cicogne! Io le vedo che volano sinuose e cariche di significativa incubazione … non per me. Mi viene da piangere di colpo, lì in piedi, nel bel mezzo di una chiacchierata con il frate con cui stavamo prendendo accordi per un viaggio/corso di pittura. Cerco di nascondere la mia tristezza, ma padre Thomas se ne accorge e mi prende da parte. Con una dolcezza infinita, pari solo alla sua discrezione, mi fa delicate domande. Io a singhiozzi rispondo: “cicogne, simbologia, bambino perso, due mesi di esito negativo”. Padre Thomas dice che “sente” che questo mese andrà bene ed io, non so perché, gli credo e mi rassereno. Gli prometto che se il suo sentire è giusto chiamerò mio figlio, se maschio, come lui. Torno a Milano, dopo due settimane l’esito: INCINTA! Alla seconda ecografia: “signora lo vuol sapere il sesso?” Sì! “ È un maschio”! Ok, allora per il nome non ci saranno esitazioni. Il 13 aprile 1993 alle 17,30 conosco il mio Tommaso. Il primo a ricevere la notizia è padre Thomas. Immagino le cicogne sui tetti dell’ Abbazia di Geras che fanno una danza speciale per me. Y

Non sarò perfetta, ma Tommaso, con un po’ di ittero fisiologico ed il nasino storto, mi catapulta in quell’Universo parallelo, quello dove la tua vita non è più SOLO la tua vita. La tua esistenza diviene la somma di due vite, fino a quando non si sarà formata un’altra persona completa … ma anche in quel momento la relazione avrà una consistenza unica ed inscindibile. L’Universo dell’essere un genitore. Dalla tue essenza si snoda un’altra sostanza. Per quanti occhi guarderò nel mondo non ci saranno mai occhi così intimi come quelli di Tommaso. Oggi, a 22 anni, il suo possente corpo, racchiuso tra 198 centimetri ed oltre 100 chili, i suoi due splendidi occhi cangianti sono irripetibili e assoluti … ed anche un po’ miei.

Nonostante le mie stridule promesse post parto “non permetterò mai più a me stessa di soffrire così tanto”, “mamma, ma tu come hai potuto avere tre figli??? Io non ne vorrò mai più!!!” esattamente tre anni dopo, il 12 aprile del 1996, alla stessa ora, 17,30 del pomeriggio, con un solo giorno di differenza a causa dell’anno bisestile, nasce Beatrice. Non ci sono dubbi, per Renato e me il 13 luglio è una data decisiva per concepire!

Per il nome della mia seconda creatura (ho saputo già al 4° mese che era una bambina) potevo quindi spaziare a mio piacimento. Unica restrizione era Alice. Lei (o lui, Mattia) era già da qualche parte. Non volevo “caricare” ad una nuova creatura che stava per venire al mondo il peso mortifero di un’altra che al mondo, almeno “questo”, non ci era arrivata. Quindi, scelta del nome=scelta (se di scelta di può parlare) della persona che nascerà, che entrerà anche lei, assieme a Tommaso Renato e me, in quel nostro Universo speciale. Desideravo essere in grado di dare origine ad una persona dispensatrice di bellezza, amore, gioia … lo spermatozoo a cui ho dato accesso nella fenditura del mio ovulo è un portatore sano di allegria, è decisamente la dote migliore di Renato! Quindi Beatrice è il nome/guida giusto per lei!

Torno a casa dal Buzzi col secondo fagottino. Durante la prima notte Tommaso si sveglia ogni ora in trepidazione, guarda la sorellina addormentata o attaccata al mio seno e non fa che ripetere: “Mamma non potevi fare una fratellina più bella di questa! Guarda che bella che è? Sta bene vero? Mamma che bella la mia fratellina!!!” Nessun dorme …

Ricordo la sensazione fortissima che il numero 4 fosse davvero il numero “famiglia”. Ora siamo proprio una famiglia, mi sono detta, questa è la “mia” famiglia. Io sono la mamma, Renato il papà, Tommaso il figlio maggiore, Beatrice la figlia minore. Un equilibrio di sessi. Un amore in continua espansione. Quando hai il primo figlio e lo guardi per i primi giorni della sua esistenza il cuore ti trabocca di amore, esplode, per poi ricomporsi al battito successivo. Ricordo quando ho disfatto la valigia di ritorno dalla clinica: i suoi primi vestitini da lavare, usati nelle prime ore della sua piccola vita. Li ho presi in mano e portati al viso. Ho aspirato profondamente quell’odore intenso, così unico, così “suo”. Odore di un amore vastissimo, mai sperimentato prima, quasi spaventoso. Gli occhi si sono riempiti all’ improvviso di un oceano di lacrime, gocce di felicità, miste a paura, a responsabilità, a tenerezza. Con la seconda figlia tutto si è duplicato. L’amore non è un’unità di misura, un dato limitato da parcellizzare, ma un’entità liquida e gassosa contemporaneamente che si espande. Una sostanza in grado di auto-riprodursi a dismisura in base ai satelliti che di volta in volta entrano a far parte della tua vita/orbita.

L’amore è la gratuità più fruibile, la materia più accessibile, sostanza duplicabile senza formule magiche. Basta una persona per generarne una nuova, copiosa fonte.

Per fare figli serve un atto biologico. Per entrare nell’Universo della genitorialità serve accedere consapevolmente a questa essenza gratuita, bisogna scegliere di volerla. Renato ed io abbiamo avuto accesso naturalmente a questo privilegio, siamo stati fortunati, ma non tutti se lo possono permettere. Coppie omosessuali, coppie sterili, chiunque ha diritto ad entrare nell’Universo dell’Amore duplicabile.

Forse quelli che dicono “per fare un bambino ci vogliono un uomo e una donna” si aspettano il nobel per la medicina? Credono che “noi” non ci saremmo arrivati senza questa spiegazione scientifica?

Per fare figli basta un incontro biologico, per fare i genitori, i genitori adottivi, i tutori, i nonni, gli zii che suppliscono alle mancanze dei genitori, serve una scelta, frutto di consapevolezza, che a sua volta è figlia del desiderio. Da lì comincia la nuova vita nell’Universo dell’Amore duplicabile, senza bisogno dell’alchimista.

Chiara Fusi, 27 febbraio 2016

Tempesta Fedeltà

poliamorismo picnikOrmai è arrivata la Tempesta Fedeltà; questa Cirinnà …cosa ha osato intaccare…!

Qualcuno si è indignato perché la fedeltà non è obbligatoria solo per le coppie omosessuali (quindi lo vivono come un amore di serie B), altri, come me, crede invece che sia un ambito talmente privato, che esula da ciò che dovrebbe essere legiferato. Addirittura sono convinta che sia una buona cosa: partendo dalle nuove coppie regolamentate, si potrà presto estenderlo anche alle coppie etero che si sposano (c’è già una parlamentare che la pensa come me e che sta preparando una proposta di legge).

E’ un argomento che mi sta molto a cuore la fedeltà, di cui ho ampiamente parlato nel mio libro (Amori Snodati) e sul quale ci ho addirittura fatto una serata di counseling di gruppo …a dire il vero la serata era sul suo opposto: il tradimento.

Anche io ho un’opinione riguardo la fedeltà, ora ve la racconto.

Il tradimento è l’opposto della fedeltà…o meglio: evitare il tradimento è il presupposto attraverso il quale si può dichiarare: io sono fedele. Quindi se si eliminasse il concetto di tradimento, automaticamente potrebbe venire meno anche il concetto di fedeltà?

Sono fedele quando resisto alla tentazione, oppure sono fedele quando non ho la tentazione? Qual è il confine?

Dunque: se non avessi tentazioni di tradire non avrei nemmeno bisogno di dichiarare “sono fedele”, basterebbe dire: sono in pace con la mia relazione, non mi manca nulla, quindi non ho nessun desiderio al di fuori di noi (che si sia in due o più di due: io sono poliamorosa, lo sapete!). Fino a quando si vive questo stato di grazia è semplicissimo essere fedeli, non bisogna “sforzarsi” di esserlo, lo si è fisiologicamente. Quando si arriva ad aver bisogno di dichiarare (o di promettere) la propria fedeltà vuol dire che si è consapevoli, o timorosi, del rischio di non esserlo?

E qui si complicano le cose. Nel momento in cui si ha una “tentazione” pur rimanendo fedeli (non hai consumato, solo fantasticato),  hai tradito o non hai tradito?

La fedeltà è un atto di eroismo o una condizione naturale? Direi che è parecchio personale l’esito di questa domanda, forse c’è chi ci sente tradit* anche solo da un pensiero o da una fantasia, chi invece se non è stato fisicamente “violato” il corpo dell’amat*, si sente tranquill*.

Allora mi domando: se esistesse la trasparenza, l’onestà radicale, quindi la sincerità nel dichiararsi i propri sentimenti, stati d’animo, fantasie, desideri, divagazioni, giorno dopo giorno, non si potrebbe essere fedeli o infedeli perché il confine verrebbe spostato ad uno stadio precedente: siamo io e te, o c’è qualcun altr*? Ed in quale misura l’altr* è presente? Quello che succede dopo non è più tradimento o fedeltà, ma soltanto un accordo.

Se smettessimo di farci promesse, ma diventassimo brav* a vedere e rivedere di frequente i nostri personali accordi relazionali , la fedeltà sarebbe un’astrazione, un concetto irrilevante. Si sta con quello che succede e di volta in volta si prendono nuovi accordi. E sottolineo ACCORDI, che significa decidere insieme, non subire imposizioni.

E’ proprio laddove si installa l’ingiunzione che si comincia ad aver bisogno di mentire per sentirsi liberi.

Buona trasparenza a tutti!

Chiara Fusi, febbraio 2016

 

 

 

 

Emotional Games giochi per l’efficienza emotiva

Strumenti pratici per l’Efficienza Emotiva a cura di Chiara Fusi

Gli strumenti “Emotional Games emozionARTI”, sono il risultato di:

Una ricerca nel campo delle più attuali scoperte nel mondo delle scienze umane (neuroscienze, epigenetica, fisica quantistica, neuroni specchio), unita alle più consolidate Gestalt e Programmazione Neuro Linguistica;

La mia esperienza decennale come counselor ad orientamento gestaltico;

La fortuna di possedere una mente visionaria e creativa, la quale mi ha permesso di trasformare in “oggetti” alcuni dei metodi più efficaci che ho progettato ed utilizzato per guidare me stessa ed i miei clienti ad una maggior consapevolezza emozionale ed ambientale.

Si tratta di supporti facilmente fruibili da chiunque svolga una professione nel campo delle relazioni d’aiuto: operatori del sociale, insegnanti, coach, counselor, terapeuti.

Gli “Emotional Games emozionARTI” sono volti a tradurre in un linguaggio accessibile la volontà di creare per la propria esistenza un “clima di possibilità”: per godere di una Vita Piena serve una regia ad ampio raggio. Comprendere ed esprimere il proprio mondo emozionale è il primo passo per godere di buone relazioni, ma non è sufficiente. L’ambiente che ci accoglie giornalmente, un habitat formato da luoghi e persone, immagini e suoni, parole e pensieri, interagisce costantemente con noi.

Una relazione sana avrà vita breve se è inserita in un contesto insalubre.

Per questo è necessario lavorare su due livelli: interiorità e territorio.

Questi strumenti rappresentano la mia proposta “pronta all’uso” per lavorare nello splendido terreno dell’espressione umana. In realtà sono solo la punta di un iceberg: in questi 10 anni di attività di gruppo e di singoli incontri, sono centinaia i “giochi” che ho messo a punto per lavorare in questo ambito, la maggior parte dei quali si realizza con mezzi reperibili ovunque; sto parlando di fogli, colori, forbici, ritagli, stoffe, filati, foglie, fiori, sassi, legni, fotografie, musica, spezzoni di film, ma anche specchi e riprese video, abbigliamento e cappelli, riti autoprodotti e dichiarazioni all’intelligenza dell’universo … Non c’è davvero limite all’applicazione di ogni possibile mezzo per evocare sensazioni ed emozioni utili alla comprensione di se stessi, del prossimo e dell’ambiente circostante!

 

Lo scopo è quello di lasciare in dote al cliente una gamma di strumenti che, dopo essere stati collaudati insieme attraverso un percorso di crescita, possano trasformarsi in nuove abitudini autogestite; in questo modo è possibile mantenere anche autonomamente la propria efficienza emotiva!

 

Ecco i principali “Emotional Games emozionARTI”, che ho sperimentato e realizzato in questi 10 anni di attività come counselor:

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Emotional Question Games le carte delle Emozioni

EMOTIONAL QUESTION GAMES: le carte delle emozioni.

Si tratta di una serie di 63 carte, ognuna con la scritta di un’emozione ben definita (gioia, tristezza, paura, rabbia…) , corredate di un libretto esplicativo che suggerisce alcuni “giochi” per utilizzarle. Le carte delle emozioni si prestano ad infiniti impieghi, si plasmano alla fantasia ed alla creatività di chi le utilizza; sono un significativo scenario (visibile, tangibile e leggibile) di ciò che tutti noi sperimentiamo quasi quotidianamente in termini di stati d’animo, sentimenti, sensazioni.

 

relazionARTI people

Relazionarti People, le tavole delle rivelazioni umane

RELAZIONARTI PEOPLE: le tavole delle rivelazioni umane.

Sono 36 immagini incorniciate in sfondi di diverso colore che ritraggono altrettanti esseri umani: giovani, anziani, uomini, donne, volti in primo piano, piani americani e ritratti ambientati; persone immerse in un’attività specifica o in posa, visi sfuggenti, sguardi diretti o volti espressivi. Con le tavole Relazionarti People si accede ad una preziosa gamma di umana varietà per attivare reazioni, correlazioni, immedesimazioni, riflessioni, proiezioni, giochi metaforici. Sono applicabili a temi trasversali: lavoro, sentimenti, sessualità, relazioni.

 

 

QUADERNI PER L’EFFICIENZA EMOTIVA QUOTIDIANA:

QUADERNO DEVO/POSSO/VOGLIO:

il mio primo personale vocabolario trasformazionale.

Questo strumento è un oggetto piccolo, ma grandioso, che permette di esercitare uno dei capisaldi della scienza delle neuro-associazioni (evoluzione della PNL elaborata da Antony Robbins) il cosiddetto “vocabolario trasformazionale”.

Si tratta di sfruttare la potenza della parola, eliminando idiomi che creano immobilità e frustrazione, sostituendoli con lessici evocativi di movimento, cambiamento, positività.

Il cliente stesso sarà l’autore di un suo personale vocabolario di parole per lui potenzianti, da consultare giornalmente.

QUADERNO DELLE DOPPIE VISIONI

È un altro libretto, da tenere sempre con se, dove si annotano nella pagina di sinistra gli episodi vissuti come eventi negativi, che hanno generato sensazioni di disagio, dispiacere o dolore. Sulla destra ci si sforza di scorgerne la connotazione positiva o le possibili varianti meno dolenti. Lo scopo è quello di allenare la propria mente a non suddividere tutto in BENE/MALE, GIUSTO/SBAGLIATO.

QUADERNO “100 VOLTE GRAZIE”

Una delle peggiori abitudini che si possano conservare nel proprio quotidiano è quella di “non vedere più”, di dare le cose, o peggio le persone, per scontate. Anche in questo caso uno strumento immensamente utile è un piccolo notes da portare sempre con sé dove in qualsiasi momento della giornata, anche più volte al giorno, si tiene nota ti tutte le piccole grandi esperienze della propria vita per le quali si prova gratitudine. Da rileggere spesso nei tempi morti della giornata!

LE IMMAGINI DELL’AMORE: EROS, PHILIA e AGAPE, i tre volti del sentimento amoroso

La domanda base da cui trae spunto questo strumento di lavoro è questa: oggi sono più orientato all’amore di EROS, di PHILIA o di AGAPE? A cosa mi serve conoscere questo dato? Una delle possibili risposte è domandarsi: sono in grado di affiancare, intrecciare, sovrapporre queste forme di amore “snodato”?

In concreto questo strumento consiste in una gamma molto ricca di immagini che illustrano il sentimento dell’amore nelle sue numerose coniugazioni che andranno osservate perché evocano sensazioni. Dal classico bacio tra un uomo e una donna, all’abbraccio tra un cucciolo ed un bambino; dalla natura incontaminata che accoglie una figura umana solitaria, ad un nucleo familiare sulla spiaggia, dalla scena di un matrimonio omosessuale al fumetto di ….. Nei vari cicli dell’esistenza umana che si susseguono in termini di tempo, esperienze, priorità e bisogni, il sentimento amoroso può aver bisogno di chiarezza e trasparenza. Lo scopo di questo Emozional Games è comprendere la propria espressione dell’amore, rispettarla, celebrarla nella sua sacra unicità.

IL ROSSO NON È SEMPRE ROSSO:

il rapporto FIGURA/sfondo

Sono 12 tavole raffiguranti un rettangolo centrale di un identico colore rosso e di identiche dimensioni, posizionato su sfondi di colore diverso, alcuni in tinta unita, altri variegati; una stessa tinta, prende “sfumature percettive” differenti in base allo sfondo che la accoglie. Partendo da questo assunto-basico della teoria della percezione visiva, si transita all’applicazione emozionale attraverso più canali. Si può proporre di identificare una persona specifica con il rettangolo centrale coniugandone gli sfondi ai diversi scenari della vita; si possono evocare ricordi dolorosi proponendo contesti in divenire, si può usare una metafora base e chiedere al cliente di applicarla alle sue esperienze. Anche in questo caso, oltre ai suggerimenti stampati, saranno possibili numerosi utilizzi frutto dell’inventiva di chi utilizza le tavole.

SEMAFORI … SUL MONDO REALE (titolo-omaggio a Gurgijeff)

Sono delle palette con un cerchio finale a doppia colorazione rossa e verde, una per lato; si rendono utili nei contesti più disparati. Possono rappresentare risposte silenziose durante lavori di gruppo, risposte casuali usate ad occhi chiusi, segni visivi di gradimento o rifiuto durante sollecitazioni verbali o corporee.

CERTIFICATI PER VIVERE SELVAGGIAMENTE FELICI

Sono delle dichiarazioni ironico/introspettive che trattano i principali temi delle “umane difficoltà”. Si possono lasciare in dotazione al cliente tra un incontro e l’altro, chiedendo di tenerli ben visibili, in uno spazio di ordinaria quotidianità. Aiutano la ripetizione di pensiero, servono a rafforzare concetti pregnanti, già affrontati durante gli incontri di counseling. Disponibili in 20 differenti “attitudini”, ecco alcuni dei titoli/temi disponibili: ©gratitudine incantata ©inconsapevolezza di se©il perfetto imperfetto©visioni galvanizzanti

©superegoista sapiente©ridimensionamento instancabile©lucidità tantrica © schizofilia

©delusore professionista ©wow©tripudio culinario©uccellini-che-cantano©fuorituona-ediosonoalsicura©tuffo d’arte© … ©

La versione di Chiara, dal libro AMORI SNODATI

Anni fa avevo scritto una breve nota sull’amore, intitolata “condanna e salvezza”. La nota non aveva nessuna pretesa letteraria, era solo uno sfogo-salvagente personale. Sul mio comodino alcuni libri – oltre alla mia nota – sull’amore e sulle donne. Oggi si è aggiunto un libro: Amori snodati di Chiara Fusi. Tutti noi sappiamo che non esistono manuali (magari ce ne fossero) o decaloghi certi su questa materia – l’amore appunto -che travolge e spesso stravolge le nostre esistenze. “Amori snodati” però ci offre una grande apertura di orizzonti in merito: ci dice (e ce lo dice bene!) che esiste una seconda possibilità. E non solo: ci dice anche che le nostre stesse relazioni sentimentali possono essere considerate e valutate da un altro punto di vista. E l’autrice del libro ci guida – mano nella mano – in questo nuovo percorso, dove le difficoltà vengono ridotte ai minimi termini trasformandole in energia nuova. Gli spunti offerti sono davvero molteplici… e tutti accumunati da un unico grande obiettivo: essere sereni e perchè no? anche felici di essere innamorati dell’amore. Grazie Chiara!

dal testo AMORI SNODATI: la versione di Raffaella

..sei stata veramente bravissima.. La lettura scorre in modo fluido e tutto è espresso con chiarezza e semplicità nonostante i contenuti siano di un certo spessore. La cosa che più mi ha colpito sono stati senz’altro i numerosi spunti di riflessione che il libro offre. Mentre leggevo, risuonavano in me molte domande.. Domande che nello scorrere della vita di tutti i giorni mai mi ero posta. Rispondermi a volte non è stato facile, ho lasciato qualche risposta in “sospeso” ma ho la consapevolezza piena che prima o poi è li che devo tornare. Mi è piaciuta molto l’idea del “tagliando” di coppia e anche la formula del ” ti prometto l ‘onesta dei miei sentimenti”.. che meravigliosa promessa è questa… Chapeau Chiara…tutto è racchiuso li dentro, in queste  poche parole . Penso che tutto quanto hai espresso sulla coppia sia molto ben “centrato ” ritengo altresì di difficile realizzazione ciò che tu e i tuoi affetti siete riusciti a fare.. ci vuole intelligenza Chiara, da parte di tutti i componenti del “gruppo” . In un periodo come questo dove ci si è inventato il termine “femminicidio”, dove ogni tre per due viene ammazzata una moglie, compagna, una amica  perché a prevalere su tutto è il senso del possesso , riuscire a realizzare questo armonioso sistema di affetti trasversali è secondo me ardua impresa. Una cosa però la possiamo fare per i nostri figli,nipoti e per le generazioni future: educare, sensibilizzare, offrire spunti di riflessione. I tuoi genitori, ovunque siano, sono orgogliosi di te e della donna che sei diventata… Ti stimo molto , sei una donna coraggiosa , il tuo libro è il regalo più bello che potevi fare in primis alla tua famiglia e ai tanti lettori che sono certa ti seguiranno. Un abbraccio forte ! Raffaella

dal testo AMORI SNODATI: la versione di Nicla

Comunque il libro l’ho letto e se dovessi scrivere qualcosa per il blog direi che è uno strumento preziosissimo per chiedersi quali siano le proprie reali esigenze e attitudini e, soprattutto, come cercare di ottenerle . Nel modo corretto per se stessi. Quello che mi è rimasto  di più prezioso del percorso che ho condotto con te sono piccole abitudini, riflessioni, pensieri che riemergono spontanei in momenti importanti e mi aiutano a reagire in modo corretto (per me, non in senso generico!) . Come piccole perle che abbiamo scoperto insieme e ora sono lì, a mia disposizione.

Ho regalato il libro a due mie care amiche. Una di loro mi ha detto una cosa così vera … ” questo libro mi ha aiutato ad accettarmi. Ho detto per la prima volta a mio padre “questo tuo comportamento mi fa sentire male”. E gliel’ho ripetuto tre volte. Di solito mi intimidiva e mi faceva sentire in colpa e stupida ma questa volta no, perché ero forte del fatto che se mi sentivo così era giusto che lo dicessi e lo accettassi.”

serate AMOROSE 2016

locandina generica affiancata2016! 9° anno di vita delle serate emozionARTI! 57 le edizioni realizzate dal 2008 ad oggi, in quello che si può definire il più longevo laboratorio di counseling espressivo per la bellezza delle relazioni! – Esistente a Milano/Lombardia/Italia? J – Anche per tutto il 2016 restiamo immersi nell’Amore: Amore per chi ci ama e Amore-Filautia, l’Amore per se stessi, senza il quale ogni movenza espressiva è un “inganno relazionale”.

Il filo conduttore per il 2016 è il NUTRIMENTO EMOTIVO, lo specifico carburante che utilizziamo per costruire e mantenere le nostre relazioni affettuose e sentimentali: le parole, le immagini, i movimenti, con il pensiero cosciente da supervisore, ovviamente …

Quali PAROLE utilizzi più di frequente per esprimere e soddisfare “Amore” ?

Quali IMMAGINI si manifestano nella tua mente per sostentare l’economia della tua personale felicità?

Quali MOVIMENTI estendi/distendi per temprare la tua efficienza relazionale?

Vuoi avere ragione o avere una relazione? Vuoi nutrire il tuo pingue EGO, oppure allenare e prenderti cura del più snello e sfuggente “CERVELLO DEL CUORE”?

Ecco i nomi delle specialissime persone in sintonia con emozionARTI (in ordine alfabetico e non di data/scaletta) che interverranno durante l’anno con le loro passioni&competenze per arricchire il programma del 2016:

 

·         ADRIANA ALVAREZ & SIMONA RABOZZI © ARTE ORNAMENTALE

·        ALBERTO FUSI & BEATRICE MAISTRI © “CIBOVEGETALE” & MUSICOTERAPIA

·         ALESSANDRA PRENCIPE © ARTETERAPIA
·         BARBARA MORI © BIODANZA
·         CATERINA MOSCA © IL LINGUAGGIO DEI SEGNI
·         DARIO DONÀ © ESPRESSIONE CINE-FUMETTISTICA
·         DIEGO BULGARINI © SCRITTURA IRONICO-CREATIVA
·         ENRICO RODARI © ARTE “MELOgRAMMATICA”

·         GIUSI FERRARIO © METAMEDICINA

·         LISA MASCETTI © EDUCARE IN LEGGEREZZA
·         RENATO BELINZAGHI © CANZONI & MITI DIALETTALI

·         RITA INVERNIZZI & SILVIA LUSITO © LINGUE … VIAGGIATRICI!

·         SAIDA CORSINI © TEATRO, È AMORE!

Le PAROLE non sono solo quelle che pronunciamo a voce o nella mente, quelle che ascoltiamo o che leggiamo. Le PAROLE sono anche quelle “entità” che assorbiamo inconsciamente attraverso stimoli esterni che creano i nostri stati d’animo e fabbricano le convinzioni. Siamo o non siamo i padroni del “verbo/riverbero” nel quale siamo immersi?

Le IMMAGINI non sono solo quelle che si presentano ai nostri occhi, ma anche quelle che scegliamo di scorgere ogni volta che siamo in grado di “guardare oltre”. Oltre i condizionamenti, i pregiudizi, i falsi convincimenti. Lo sapevi che si guarda con il cervello e non con gli occhi? Disponiamo di tre cervelli, ma i più antichi possono dominare il “centro di comando” più attuale. La recentissima corteccia cerebrale (una bimba neonata rispetto al Matusalemme Cervello Rettile ed all’Adulto Cervello Mammifero, o emotivo) spesso fatica ad imporsi, ed anche quando ci riesce, il più delle volte si fa comandare dall’emisfero sinistro (logica, ragione e razionalità), alle spese di quello destro, dove intuito, creatività e curiosità sono meno favoriti ad esprimersi.

I MOVIMENTI non sono solo i passi che ci conducono dal portone di casa all’auto o il cammino temporale che intercorre tra un impegno e l’altro. Il movimento è quell’atto intenzionale che mettiamo in campo per diventare persone migliori. Crescere come individui in relazione significa allontanarsi dal pericoloso regno dell’ “eterno ritorno dell’eguale” (come disse Nice), quindi uscire dalla “reattività” per entrare nell’infinito mondo della libertà e delle decisioni.

 

Anche quest’anno selezioniamo un ristretto e motivato

gruppo di partecipanti alle serate amorose

che potrà rendersi protagonista dell’

ESPERIMENTO SOCIO-EMOZIONALE “PAROLE CON CURA”.

Saranno a disposizione degli strumenti di semplice utilizzo per monitorare l’incedere della propria vita sentimentale e di relazione.

Inviare la propria candidatura: emozionarti@gmail.com

Le serate e m o z i o n ARTI sono a cura di Chiara Fusi e Andrea Gerbo

Chiara Fusi, counselor diplomata nel 2006 al CSTG, Centro Studi di Terapia della Gestalt di Milano; Fondatrice di emozionARTI

Counselor polyfriendly.

emozionarti@gmail.com

www.emozionarti.com

https://emozionarti.wordpress.com

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https://www.youtube.com/user/03021963chf

AUTRICE del libro “AMORI SNODATI – guida alle relazioni non convenzionali” Odoya editore

Professional advanced counselor AssoCounseling

iscr. n. REG-A0245-2011 www.assocounseling.it

Andrea Gerbo diplomando in counseling ad indirizzo gestaltico e bionergetico presso SIBIG – Milano.